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L’ossessione del cibo: da dove nasce e come riconoscerla

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L’ossessione del cibo: da dove nasce e come riconoscerla

Il rapporto più o meno equilibrato col cibo è influenzato dai primi scambi mamma-bambino.

Un recente studio ha dimostrato che adulti che usano il cibo per gestire stress e problemi, avevano madri che utilizzavano il cibo come premio o consolazione (hai preso un buon voto…ti meriti un gelato: ti sei sbucciato il ginocchio? Tieni i biscotti!)

L’ossessione del cibo e fame emotiva: come riconoscere di avere un problema

  • La prima cosa a cui dovresti prestare attenzione, è il perché sei spinto a mangiare. Se ti accorgi di ricorrere al cibo in risposta alle tue emozioni, senza avere fame, significa che non hai un rapporto positivo con il cibo e che potresti essere a rischio di sviluppare un’ossessione per esso o un disturbo alimentare.
  • Ancora: in queste situazioni stressanti o negative ricorri a delle abbuffare per sopperire al tuo caos e emotivo interno?
  • Un altro campanello di allarme a cui bisogna prestare attenzione è l’assenza di varietà nella dieta e un’eccessiva rigidità e restrizione che conducono inevitabilmente a trasformare il cibo in ossessione, oltre che ad innescare abbuffate. Mangi cereali integrali e latte senza lattosio ormai da anni, a pranzo hai sempre la solita insalatina e per cena gli immancabili broccoli al vapore accompagnati da pollo grigliato?
Mangiare così, per quanto possa sembrare salutare, non provoca alcun piacere: in questo modo l’assunzione del cibo diventa un processo meccanico, senza interesse e motivazione, oltre a non fornire al nostro organismo i giusti nutrienti.

Mangiare in modo meccanico, senza alcun piacere, ci disconnette dal nostro organismo e finiamo con non percepire più i segnali di fame e sazietà.

  • Conti ogni caloria che assumi? Dividi gli alimenti in buoni (mangiabili) e cattivi (da evitare assolutamente)? Sei biologico al 100% e tutti gli altri cibi devono essere eliminati dalla tua dieta?

Ricorrere a gravi restrizioni alimentari per il conteggio delle calorie o, semplicemente, per la tipologia di cibo, può portarci a non assumere i nutrienti importanti per il nostro corpo e questo può provocare debilitazione, senso di “annebbiamento” perché non abbiamo “abbastanza carburante”; questa modalità, inoltre, (paradossalmente), ci spinge verso i cibi meno salutari, verso quei cibi che non rientrano nel nostro ideale alimentare e ciò poi provoca un profondo senso di colpa e il ricorso a strumenti compensativi di vario tipo (ad esempio esercizio fisico intenso).

  • Chi è bloccato dentro “rigidità alimentari” modifica le proprie relazioni sociali. In genere chi è ossessionato dal cibo giudica le abitudini alimentari degli altri, mangia in modo diverso quando è solo rispetto a quando è in compagnia e, all’estremo, può arrivare a non frequentare la solita compagnia di amici per preferire quella di persone con condividono la stessa idea di dieta ed esercizio.
  • Infine, l’ossessione per il cibo può portare ad assumere una serie di comportamenti che, a lungo andare possono diventare pericolosi e nocivi per la salute.

    L’ossessione del cibo, infatti, può portare chi ne è vittima a preferire di bere un semplice bicchiere di acqua rispetto a un pranzo, può seguire diete estreme e ricorrere a un intenso esercizio fisico anche quando le sue condizioni di salute non sono ottimali.

    Per quanto bere per idratarsi e fare esercizio fisico per mantenersi in forma siano delle prassi da seguire consigliate anche da tutti gli specialisti della salute, non devono trasformarsi in uno strumento perverso di controllo del proprio corpo. 

L’ossessione del cibo: Rifletti!

Evita le rigidità: concedersi, ogni tanto, la giusta e moderata deviazione dai propri standard alimentari, aiuterà ad avere un rapporto equilibrato col cibo.

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Dott.ssa Simona Lauri
Dott.ssa Simona Lauri
Psicologa, Psicoterapeuta e Coach Alimentare