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Come educare i bambini a mangiare bene
24 Novembre 2015
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Agire per cambiare

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Perché è importante agire per cambiare?

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale, disperato, continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell’asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele.

Poiché l’asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.

Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra.

Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo.

Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l’asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.

Morale della favola

Questa storia sufi, a mio parere, è la dimostrazione del fatto che anche quando viviamo un momento difficile, possiamo essere noi i protagonisti attivi del cambiamento. L’asino aveva, infatti, di fronte a sé due opzioni: farsi sommergere dalla terra e soccombere, oppure, trovare un modo per salvarsi e “risalire”.  E lo ha fatto proprio, utilizzando a suo favore, ciò che avrebbe potuto ucciderlo.

Quando attraversiamo dei periodi complicati, o ancora, ci rendiamo conto di essere vittime di un personale atteggiamento disfunzionale (abbuffarsi, evitare di fare attività fisica, seguire un regime alimentare sano…), la nostra prima reazione, in genere, è quella di assumere una visione pessimistica: “è inutile…andrà sempre così”; “non posso farci niente”. Ciò che facciamo, dunque, è accettare passivamente questa condizione e tra frustrazione e impotenza, ci facciamo “sotterrare” dagli eventi e dal nostro non-agire. Eppure, proprio come l’asino, siamo noi a poter fare la differenza.

Chi ha problemi col cibo, solitamente, tende a vivere questa condizione di “disfattismo”, magari pensa che l’unica soluzione, per assurdo, sarebbe quella di vivere in un mondo dove l’essere umano non debba più usare il cibo per nutrirsi!

Ma, ahimè, non è così! Solo cambiando prospettiva e imparando ad agire in prima persona il cambiamento, possiamo fare come l’asino e usare strategicamente anche quello che ci sembra negativo e rendere il “nemico un nostro amico”.

Attraverso il mio training alimentare integrato propongo un percorso che può aiutarti a ritrovare la giusta fiducia per tornare ad essere nuovamente il protagonista attivo del tuo cambiamento e del tuo benessere! Impara anche tu, con strumenti e strategie costruite ad hoc ad agire per cambiare.

Seguimi:

Dott.ssa Simona Lauri

Psicologa, Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Ideatrice del Training Alimentare Integrato, offre aiuto a chi è in lotta col cibo a ritrovare l’equilibrio.
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Psicologa, Psicoterapeuta e Coach Alimentare