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Mindful Eating: mangiare consapevolmente

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Donna che pratica la mindful eating

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Donna che pratica la mindful eating

Di Mindful Eating ne parleremo in questo articolo, ma prima ci soffermeremo su cosa accade quando non si ha la piena consapevolezza del proprio senso di fame.

Hai lavorato parecchie ore per un progetto, davanti al tuo pc e allo stesso tempo, hai tenuto a bada l’appetito per cercare di finire prima. Nel frattempo, però, arriva un senso di fame improvviso e stai già fantasticando sulla prelibatezza o il cibo che vorresti andare a comprare al ristorante sotto casa o al supermercato. Gelato al caffè? Una grossa barretta di cioccolato? Una ciambella? Un hot-dog?

Alla fine decidi di optare per un torta al cioccolato e nocciole. Tagli la prima fetta e ti gusti il primo boccone…molto gustoso! Passi, così al secondo boccone e così via…la torta è sempre buona…forse un po’ meno appetitosa rispetto al primo morso…ma non importa…continui a mangiarla…anzi…ne tagli un’altra fetta…questa volta molto abbondante. Nel frattempo getti nuovamente uno sguardo al pc…sei in pausa e apri i social network, scorri con attenzione la bacheca, guardi un video stravagante e nel frattempo continui a mangiare…Ad un certo punto, però, ti accorgi di aver vuotato il piatto e con ancora più stupore, ti rendi conto che la torta è finita!

Le tue dita sono appiccicose e c’è ancora una traccia di sapore sulla lingua, quindi, ti rendi conto che hai fatto fuori una torta intera senza averla gustata pienamente e, cosa ancor più frustrante, l’hai finita tutta e ora ti senti gonfia e in colpa per il pasticcio commesso…

Delusione e insoddisfazione prendono il sopravvento. In situazioni di questo tipo, spesso, si assiste al tentativo da parte della persona di rimediare al danno, sottoponendosi ad un digiuno forzato che a lungo andare si mostra fallimentare, dal momento che, alla prima occasione (un po’ di stanchezza, un aperitivo con gli amici) si finisce col “mandare tutto alle ortiche” e si ricade, nuovamente, con un’abbuffata gigantesca.

In altri casi, invece, la persona che ha mangiato una torta intera e si sente in colpa per aver rovinato i suoi buoni propositi, può decidere di continuare ad abbuffarsi, sulla scorta del pensiero: “tanto ormai ho fatto un disastro!”.

E’ in questo modo, che spesso, chi è vittima di binge eating, inizia la lotta perenne contro il cibo.

In che modo il cibo e il mangiare possono trasformarsi in una fonte di infelicità?

Perché si verifica proprio in quei paesi dove si ha disposizione una grande varietà di cibo?

La ragione fondamentale del nostro rapporto disfunzionale col cibo, sta nel fatto che abbiamo dimenticato come mangiare con consapevolezza. La maggior parte delle volte mangiamo senza pensare e, spesso, inoltre, attribuiamo la causa del nostro cattivo rapporto col cibo, a fattori esterni quali il cibo spazzatura, il grasso, i ritmi frenetici ecc…

La società, pertanto, “ha deciso” che il problema era il cibo e così ci si avvale della tecnologia chimica per creare alimenti a basso contenuto calorico e di sostituire gli zuccheri con i dolcificanti chimici…ma il cibo è il cibo…non è né buono né cattivo.

pillole-dimagranti

pillole dimagranti

La nostra società, ha anche “deciso” che il problema risiede pure nelle nostre cellule adipose e diffuso interventi, come ad esempio la liposuzione. In realtà, le nostre cellule adipose cercano solo di fare il loro lavoro, che è quello di immagazzinare energia. Le nostre cellule di grasso sono lì per aiutarci a sopravvivere!

Infine abbiamo deciso che ad essere una fonte di problema è l’apparato digerente e a partire da ciò, si è dato vita a tutti quegli interventi di bypass intestinale (utili soltanto in caso di gravi patologie). Anche il nostro stomaco, però, cerca solo di fare il suo lavoro, scomporre il cibo, assorbire le sostanze nutritive ed espellere ciò che non è necessario.

Il cibo, le cellule di grasso e lo stomaco non sono il problema.

Il problema risiede nella nostra mente, nella nostra mancanza di consapevolezza ed incapacità a saper leggere i messaggi provenienti dal nostro corpo.

Una tecnica utile a ritrovare un rapporto consapevole col cibo è la cosiddetta mindful eating che serve ad imparare a sentire ciò che il nostro corpo ci dice sulla fame e il senso di sazietà. Ci aiuta a diventare consapevoli chi nel complesso sistema corpo/cuore /mente è realmente “affamato” e come e cosa è meglio fare per nutrirlo.  La mindfull eating, quando viene appresa, si trasforma in un processo naturale, interessante, divertente ed economico.

Che cosa è la consapevolezza?

Cominciamo col definire meglio il significato di consapevolezza. Per consapevolezza di intende prestare volutamente attenzione alle cose o a se stessi, concentrarsi su ciò che sta accadendo dentro – nel nostro corpo, il nostro cuore e la nostra mente – e fuori di noi, nel nostro ambiente. Inoltre la consapevolezza, a cui si fa riferimento, è priva di critiche e giudizi. La sospensione del giudizio, è un aspetto molto importante della mindful eating. Con questa tecnica noi non ci confrontiamo con nessuno, non giudichiamo né noi stessi, né gli altri, ma ci stiamo semplicemente concentrando sulle sensazioni e sui pensieri che sperimentiamo quando mangiamo.

Mindful Eating

Il legame tra Mindfulness e Alimentazione

consapevolezzamangiandoMangiare consapevolmente con la tecnica della Mindful Eating significa prestare la massima attenzione sia dentro di sé che all’esterno. Ci si focalizza sui colori, sugli odori, le consistenze, i sapori, la temperatura ed anche i suoni del cibo e delle bibite che ci apprestiamo a gustare. Con la mindfull eating si presta attenzione anche all’esperienza del corpo: in quale parte del corpo sento appetito? Quando e in che modo ci sentiamo soddisfatti e sazi? Che cosa significa sentirsi mezzi pieni o sazi?

La Mindful Eating, ancora, ci invita a prestare attenzione anche alla mente, evitando di emettere giudizi o critiche (“mangio sempre di più rispetto a Cinzia”, “Sono uno stupido perché non riesco a controllarmi.”)

Questo esercizio, col passare del tempo, ci permetterà di capire e sentire quando ci stiamo distraendo mentre stiamo mangiando o bevendo. Per esempio, diamo un morso al panino e accendiamo la tv, chiamiamo qualcuno, facciamo una ricerca sul pc e ci accorgiamo di esserci distratti e allora torniamo esclusivamente a mangiare.

La strategia della Mindful Eating, infine, ci aiuta a comprendere meglio come il modo in cui mangiamo sia strettamente connesso alle nostre emozioni ed ai nostri stati d’animo. A poco a poco, con la pratica, questo esercizio ci consentirà di recuperare un rapporto col cibo sano ed equilibrato.

E’ importante precisare che le vecchie abitudini alimentari, se non ci si impegna e non ci si concentra adeguatamente, non possono essere smantellate. Il cambiamento, inoltre, affinchè sia duraturo nel tempo non deve essere drastico e improvviso, ma graduale e costruito sulla base di tanti piccoli cambiamenti (mindful eating, attività fisica…).

Inizia con degli esercizi piuttosto semplici

Scegli il tuo esercizio di Mindful Eating da svolgere per qualche giorno:

(1) Prova a gustare i primi quattro sorsi di una tazza di tè caldo o caffè con la massima attenzione.

(2) Se stai leggendo e mangiando contemporaneamente, prova ad alternare queste attività, evitando di fare entrambe le cose. Per esempio: leggi una pagina, poi metti il libro da parte e mangia qualche boccone del tuo pasto, assaporando i gusti, quindi, leggi un’altra pagina, e così via.

(3) Provate a mangiare un pasto a settimana con la tecnica della mindfull eating, da soli e in silenzio.

Buon Appetito!

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Dott.ssa Simona Lauri

Psicologa, Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Ideatrice del Training Alimentare Integrato, offre aiuto a chi è in lotta col cibo a ritrovare l’equilibrio.
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